Le tre giornate del "Palio delle contrade" ripropongono i festeggiamenti avvenuti nel 1523, in occasione del matrimonio tra il Marchese Pier Maria Rossi e Camilla, figlia del signore di Vescovado Giovanni Gonzaga. La corte dei Rossi e le sei contrade: Bureg di minen, Castell'Aicardi, Grillo, Dragonda, Prevostura e Trinità, animano il borgo con cortei, banchetti, cerimonie, rinascimentali. La Spalla di San Secondo, regina della festa, viene dispensata a tutti nelle cene propiziatorie abbondantemente innaffiata dal vino "Fortanina. Tanti nobili signori furono invitati alla festa, tra i quali spiccava Giovanni Medici fratello della Marchesa Bianca e zio di Pier Maria, anche se di poco più vecchio e Pietro Aretino sempre al seguito dell'amico Giovanni. Tutti avevano al seguito soldati che s'acquartierarono nel borgo, festeggiando con grandi libagioni le nozze dei signori. | 
| Nella prima giornata del palio la Contessa madre, offre un cero votivo alla chiesa in occasione del Rubeus sponsalia. La corte esce dalla Rocca con Bianca Riario e Giovanni dalle bande nere, seguiti dai signori di contrada e paggi. Nella piazza sono schierati gli alfieri di ogni contrada con i loro gonfaloni. La cerimonia prosegue con la consegna delle onorificenze ai signori di contrada per la fedeltà dimostrata alla rubea casata. Il prevosto impartisce la benedizione ai ceri che entrano in chiesa. Nelle strade si possono ammirare ambientazioni rinascimentali: mestieri, osterie, acquartieramenti di soldati. |  |  |  |  |  |  | .  |
Nel secondo giorno, Camilla Gonzaga arriva nel borgo, scortata dai nobili e da Pier Maria. Entra a nord dalla porta dei cappuccini, e viene accolta dalle contrade che l'accompagnano alla Rocca ove le offrono beneauguranti doni nuziali. Castell'Aicardi dona la Spalla e la Fortanina, nobili cibi della nostra terra; Bureg di minen il grano, quale segno d'abbondanza; il Grillo, gioielli, per augurare ricchezza; la Dragonda una spada, come simbolo di fedeltà; la Prevostura, corda, per affermare il legame dei sansecondini alla rubea casata; la Trinità, cornucopie, quale simbolo di fortuna. Alla fine della cerimonia le contrade tornano nei loro quartieri dove si svolgono le scanzonate cene propiziatorie. |  |  |  |  |  |
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